Identità digitale e intelligenza artificiale | Andrea Biraghi

Identità digitale: se da un lato cresce la necessità di provare la propria identità per accedere ai servizi digitali, intelligenza artificiale, machine learning e reti neurali ci vengono incontro.

Articolo originale su Andrea Biraghi Cyber Security

andrea biraghi leonardo
Photo by Siora Photography on Unsplash

Le nostre vite si stanno spostando nello spazio digitale. Acquisti online, servizi sanitari, online banking, senza dimenticare le interazioni sociali, ci fanno comprendere come l’identità digitale diventi quindi un problema importante. La capacità di dimostrare davvero chi siamo è diventato un fattore cruciale per accedere ai vari servizi digitali, per abilitare le transazioni. Non c’è limite al suo utilizzo — si può parlare anche dei check-in aeroportuali o al voto online, o la dimostrazione di un test COVID-19.

L’utilizzo dell’Identità digitale cresce anche in Italia come le soluzioni e le startup

In Italia la crescita delle identità SPID attive quest’anno rispetto allo scorso anno è del 140%.

Su EconomyUp si parla di 9 startup italiane che oggi stanno affrontando il problema dell’identità digitale con varie soluzioni. La lista è composta da: Biowetrics, Elysium, Floux, iProov, Keyless, Monokee e Vibre. Quest’ultima ha ideato un algoritmo — MindPrint — che consente l’autenticazione dell’utente tramite il segnale cerebrale, sfruttando tecnologie di AI.

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Leggi anche: Reti neurali artificiali nella sicurezza della rete

Andrea Biraghi

Andrea Biraghi è amministratore delegato Comdata. Esperto in Cyber Security, Security & Information System. Project Manager digitalizzazione e sicurezza IT.

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